sabato 16 luglio 2011

ASSOCIAZIONE RINASCERE - VIOLENZA FAMIGLIARE


La violenza genera violenza
La violenza è un problema ambivalente: la violenza ricevuta genera nelle vittime una risposta violenta e questo problema, se non si agisce correttamente, si ripete generazione dopo generazione. Riflettiamo sulle considerazioni seguenti.
• La violenza non si trasmette geneticamente, ma si apprende.
• A volte una donna maltrattata dal marito scarica la propria frustrazione ed impotenza sui figli.
• Un uomo che è stato maltrattato dalla madre o dal padre ripeterà il modello appreso, quando a sua volta sarà padre o marito. Questo viene chiamato “effetto cascata”, perché è un’azione che origina dai genitori verso i figli maggiori, dai figli maggiori verso i minori, dai minori ai propri successori. Esaminiamo alcuni fattori che la favoriscono.

La condotta appresa
Le famiglie ripetono il loro modello di condotta. Si apprende ad “essere famiglia” nel luogo dove si cresce. I modelli familiari che si sono incorporati sono molto solidi. Sia i modelli sani di famiglia sia quelli distorti, inefficaci, instabili e dannosi sono facilmente riproducibili. La soluzione sta nel rompere il modello di comportamento principale. Siamo responsabili dei nostri comportamenti e delle nostre azioni. Anche se apprendiamo i modelli dai nostri genitori, abbiamo il potere, la possibilità e il dovere di cambiare.
Normalizzazione
Quando osserviamo certe famiglie dove c’è violenza tra i membri, ci domandiamo perché le vittime continuino a sopportare questi maltrattamenti. Ciò succede perché la persona che vive in una casa dove la violenza è all’ordine del giorno tende ad accettare la violenza come un modello di vita, la prende come una condotta naturale di comportamento, che in seguito giustifica, non dando ad essa il giusto peso che ha nello sviluppo della famiglia.
La convinzione di essere “indifesi”
Ci si rende conto di essere indifesi quando un membro di una famiglia o una persona qualsiasi si abitua a ripetute espressioni di violenza in forma passiva, subendo in silenzio quella situazione e perdendo la capacità di rispondere; infatti, le sue forze fisiche ed emotive si riducono a causa della ripetizione della violenza nel tempo. Così come si impara a maltrattare, si impara a non difendersi. L’unica via d’uscita che si può intravedere è che il violento si stanchi e la smetta, che si ammali o che muoia. Le vittime indifese sono persone che hanno perso la speranza di un cambiamento.

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