giovedì 20 ottobre 2011

La Chiesa e la sua responsabilità

Credo profondamente nel lavoro pastorale che si prende a cuore un impegno con le persone che arrivano con i cuori rotti dal dolore e mostra loro il cammino verso casa. Accompagnare le persone che hanno dato la loro vita a Cristo è fondamentale per questo processo di trasformazione. E anche se c’è una parte del processo che dipende dalla persona, lo Spirito Santo lavora in lei per portarla alla libertà e alla guarigione di cui ha bisogno.
Credo profondamente che la morte di Gesù e il suo sangue versato abbiano il potere di guarire persino le ferite più profonde, e che solo Lui possa toglierci il peso del peccato che molte volte ci tiriamo dietro nel cammino della vita.
L’accompagnamento pastorale può aiutare una persona a camminare in questo percorso dandole gli strumenti spirituali di cui ha bisogno per raggiungere la guarigione.
Il consiglio biblico, ovvero ispirato alle Sacre Scritture, può avvalersi del testo sacro da un punto di vista cognitivo e comportamentale; tuttavia, a meno che tutto ciò non conduca la persona a una esperienza reale e a una vita piena in Cristo, questo potrebbe trasformarsi solo in un metodo religioso e pieno di legalismo che produrrà ancora più ferite e chiusura interiore.
Di fronte al silenzio delle vittime dobbiamo prenderci l’impegno di lavorare per spezzare i segreti ben nascosti, che mantengono legate molte persone, famiglie e chiese. Ricordiamoci che questo silenzio avviene per mancanza di una conoscenza autentica della tematica, oppure è causato da una visione distorta, che è prodotta dall’inganno del nemico e dal pensiero che “queste cose in casa mia o in chiesa non succedono”. Molti sono una preda facile dell’azione demoniaca che lavora attraverso l’inganno, la seduzione o la distorsione della realtà.
È arrivato il momento in cui il danno che è stato trasmesso di generazione in generazione cominci ad essere bloccato. Abbiamo bisogno di persone che si alzino, denuncino e mettano fine all’operare del nemico in così tante vite, e sviluppino attraverso la prevenzione un piano che possa fortificare ed equipaggiare la nostra gente, le nostre famiglie, l’uomo e la donna che tutti i giorni combattono con queste tematiche. Soprattutto abbiamo bisogno di persone che si alzino in difesa dei più deboli e indifesi, fortificando un popolo capace di identificare l’abuso e il maltrattamento, e di alzare la voce con autorità per spezzare il silenzio.

Segreti ben nascosti

Violenza familiare e abusi sui minori. Una visione spirituale

GRACIELA GIMENEZ

martedì 18 ottobre 2011

ROMA: Concerto di Solidarietà dell'Associazione Rinascere Luglio 2011

Impotenza, pasività, senso di debolezza, isolamento...

Subire violenza è un'esperienza traumatica e le conseguenze sulla salute possono essere molto gravi.
Non esiste una "tipologia" della persona maltrattata ma conoscere alcune delle conseguenze della violenza può aiutare a comprenderne meglio i comportamenti.
La violenza provoca importanti danni fisici e psichici, a breve ed a lungo termine, ed in alcuni casi può dare luogo, direttamente o indirettamente (omicidio, suicidio, gravi patologie correllate) alla morte della vittima.
La violenza implica una grave e pervasiva invasione del sé, annientando il senso di sicurezza della persona e la fiducia in se stessa e negli altri.
Impotenza, passività, senso di debolezza, isolamento, confusione, incapacità di prendere decisioni sono alcuni fra gli effetti più frequenti. Violenze gravi e soprattutto ripetute, creano un sentimento di ansia intensa o di paura generalizzata. I ricordi delle violenze possono emergere in modo inaspettato, sotto forma di incubi, flashback o "interferenze" nella vita quotidiana ("Sindrome post-traumatica da stress").
Frequentemente la persona soffre di depressione o di disturbi d'ansia e, soprattutto tra le persone giovane, di disturbi alimentari.
Sono frequenti i tentativi di suicidio così come le forme di addiction (più frequentemente alcool).
Dai dati dell'OMS emerge che la violenza e lo stato di stress conseguente possono determinare una gran quantità di disturbi fisici (disturbi ginecologici e gastrointestinali, dolori cronici, astenia cronica, cefalea persistente ecc.)

sabato 1 ottobre 2011

PESCARA ! ROMPERE IL SILENZIO







PESCARA ! ROMPERE IL SILENZIO


L'Associazione Rinascere
si espande nel suo impegno di Rompere l'omertà sulla violenza domestica.
SABATO 24 SETTEMBRE 2011
CHIESA IL BUON SAMARITANO
PESCARA


La speranza nella Sua promessa (confermata dal giuramento) è come un’ancora sicura e ferma nella nostra vita. Dopo la morte di Gesù la promessa si adempie e penetra il velo, che vuol dire che entra nella presenza di Dio; in questo modo si avvera ed è qualcosa di concreto come il nostro Dio! Dio è veritiero.
La Bibbia è fatta di storie vere, completamente reali. Di vite come le nostre, con persone vere che hanno avuto le stesse debolezze, che tante volte noi possiamo trovare nella società, nella famiglia e nella chiesa.

DEBESTOF



PESCARA - Il venerdì 23 settembre 2011 l'associazione Rinascere ci ha proposto una serata insolita: dal sorriso dello spettacolo "Debestof" ai seri motivi di riflessione del cortometraggio "Le tre ragioni". La serata si è tenuta presso l'Auditorium Castellamare di Pescara in viale Bovio 499.

Debestof, rappresentazione teatrale di e con Matteo Mo e Mara Risitano, sviluppa il tema dell'umorismo all'interno della Bibbia nell'intento di «capire - spiegano gli autori - e carpire al meglio le forti sonorità di risata presenti nel Libro.«Un susseguirsi di ironia e fantasia - proseguono - al servizio di Colui che ha creato la gioia».

Matteo Mo e Mara Risitano sono due artisti professionisti impegnati principalmente nel teatro come attori e registi. Una passione che per entrambi è nata fin da piccolissimi, ognuno secondo un proprio percorso personale, caratterizzato però ad un certo punto da un incontro che ha completamente cambiato le loro vite. La loro storia è così cambiata e con essa anche la loro arte.

Il cortometraggio di Matteo Mo "Le tre ragioni", sul bullismo e la violenza domestica, riconduce agli scopi dell'associazione no-profit Rinascere: fondata nel 2009 da un'idea della missionaria evangelica argentina Margarita Macazaga, svolge attività di sensibilizzazione, difesa, terapia e consulenza rivolte a persone disagiate a causa di diversi tipi di condizionamento abusivo, mentale e fisico.

Una magnifica serata diversa, piena di gioia e responsabilità sociale.
30 SETTEMBRE 2011